A carte scoperte – cominciamo a ricostruire la verità

A carte scoperte – Relazione antimafia sul ciclo dei rifiuti

Cominciamo a ricostruire la verità

Il 31 maggio scorso ho deciso di lasciare il mio ruolo di dirigente dell’azienda di famiglia,scelta che ho posto in essere per agevolare la conoscenza dei fatti rispetto a quanto riferito, da privati interessati, alla Commissione Regionale d’inchiesta e vigilanza sul fenomeno della mafia e della corruzione in Sicilia e riportato nella Relazione conclusiva sul ciclo dei rifiuti nella Regione Sicilia, approvata il 16 aprile scorso.

La mia sarà una ricostruzione dei fatti lineare e trasparente per chiarire, con tutta la documentazione a supporto, quegli aspetti che mi riguardano e che ancora oggi vengono, da alcuni, strumentalmente, riportati, rappresentati e descritti come “controversi”.

Lo stesso giorno della pubblicazione della Relazione conclusiva avevo ritenuto opportuno, insieme a mio fratello e dando voce alla Società, evidenziare il metodo di lavoro adottato, secondo me oggettivamente errato, che ha costituito un grave vizio di forma e di sostanza, minando alla radice le conclusioni dell’intero percorso istruttorio svolto dalla Commissione. E questo con particolare riferimento alla scelta della Commissione di non consentire il contraddittorio, scelta resa ancora più “inspiegabile” dal rigetto delle mie formali richieste di essere ascoltato. Come già ribadito nel primo comunicato stampa del 16 aprile 2020 “una simile scelta ci ha privato della possibilità di far sentire la nostra voce e di replicare nei fatti e con i fatti alle dichiarazioni, alcune già ritenute diffamatorie dai Tribunali, rilasciate in sede di Commissione da altri soggetti auditi che hanno trovato voce e spazio negli atti conclusivi della Commissione”.

Mi ero impegnato a dedicare poi la massima attenzione alla lettura della Relazione entrando nel merito della ricostruzione dei fatti, che, come preannunciato dalla stampa già prima della pubblicazione ufficiale e della conferenza stampa di presentazione, dedicavano alla nostra società e alle persone che la rappresentano, ampi capitoli. La lettura attenta ha confermato purtroppo che quel vizio d’origine da subito da me denunciato alla Commissione si è rivelato più che una semplice suggestione. Le conclusioni a cui è giunta la Commissione, con riferimento ad alcuni dei temi di pubblico interesse che si è cercato di approfondire, sono purtroppo condizionate da rilevanti imprecisioni, dovute probabilmente alle ricostruzioni parziali ricavate dalle audizioni e al mancato approfondimento di atti e documenti fondamentali.

Per quanto mi riguarda la Relazione finale avrebbe potuto evitare ripetute e pesanti imprecisioni se la Commissione avesse accolto la mia richiesta di essere sentito in fase d’inchiesta per offrire informazioni essenziali per un’attenta ricostruzione dei fatti.

E’ per questo che ho deciso di condividere pubblicamente: con stampa, classe politica e opinione pubblica, la mia analisi delle conclusioni della Commissione, in una sorta di resoconto (osservazioni) di quanto accaduto finalizzato a portare a conoscenza, del pubblico e delle Istituzioni, non banalmente la mia “versione”  ma i fatti comprovati da documenti.

Ad ogni mia affermazione corrisponderà un atto che ne comprova la veridicità per il rispetto di singoli ed Istituzioni.

 

Utilizziamo i cookie per offrirti la migliore esperienza online. Accettando l'accettazione dei cookie in conformità con la nostra politica sui cookie.