Il diritto negato al contraddittorio

A carte scoperteRelazione antimafia sul ciclo dei rifiuti

Continuiamo a ricostruire la verità                  

Io, senza essere mai stato sentito, sono più volte citato nel corpo della relazione, sia nella mia qualità di socio della Catanzaro Costruzioni S.r.l., sia nella mia veste di ex presidente di Sicindustria e per questo, che non è poco, la Commissione avrebbe potuto soltanto beneficiare del mio contributo, offerto spontaneamente durante il corso dell’attività d’inchiesta, ponendomi ogni sorta di domanda sulle attività mie e dell’azienda di famiglia.

La Commissione al contrario, per motivi che non comprendo, ha scelto di non convocarmi, rigettando addirittura tutte le mie istanze per essere audito.

Comportamento diametralmente opposto a quello tenuto dalla stessa Commissione rispetto a chi ha riferito fantasiose tesi, proprio contro la Catanzaro Costruzioni, nonostante già smentite nei Tribunali.

Io, avendo come tutti appreso da fonti giornalistiche che le attività della nostra Società sembravano essere oggetto di fantasiose tesi ricostruite, innanzi alla Commissione, da soggetti privati controinteressati, nel corso delle audizioni, il 12 febbraio 2020, dopo avere atteso invano, nella convinzione che il tenore delle notizie trapelate avrebbe presto indotto, autonomamente, la Commissione ad ascoltarmi, ho inviato un’esplicita richiesta di audizione, a fronte della quale, con grande sorpresa, il 5 marzo 2020 mi sono visto definitivamente negare la possibilità di essere sentito.

Ho già dimostrato documentalmente come, a mio avviso, la Commissione avesse avuto tutto il tempo e la possibilità di calendarizzare agevolmente la mia audizione nel periodo intercorso tra la prima richiesta formale, datata 12 febbraio 2020, e l’ultima audizione, svolta dalla Commissione, come risulta agli atti, il 5 marzo 2020.

Un tempo inutilmente dissipato in richieste interlocutorie fino al 5 marzo u.s., quando, con grande sorpresa, mi sono visto negare definitivamente la possibilità di essere sentito.

Ancora oggi resta incomprensibile il motivo di un simile diniego. Il diritto al contraddittorio, che sarebbe stato rispettato procedendo all’audizione del diretto interessato, non avrebbe potuto che giovare alla stessa forza dell’inchiesta della Commissione, evitando sul nascere il rischio di conclusioni limitate, parziali se non addirittura fuorvianti e deviate. Inoltre non dare voce a chi è accusato, oltre che appartenere ad una cultura civica discutibile, vizia l’attività istruttoria sottesa alla Relazione. Infatti, all’accertamento dei fatti (grazie al contraddittorio) è stato preferito dare valore a “opinioni e pregiudizi” offerti alla Commissione da parte di “controinteressati”, alcuni dei quali con una propensione a riferire davanti ai Tribunali circostanze non aderenti alla realtà.

A titolo di esempio, del resto, anche nel diritto penale il contraddittorio orale sintetizza i due principi base del processo: “contraddittorio nella formazione della prova come strumento, ed oralità come metodo per rendere efficace ed effettivo il contraddittorio”; ma nel mio caso non me n’è stata data la possibilità.

E’ vero che, come ha gentilmente fatto notare alla stampa anche il Presidente Fava, della mia istanza vi è traccia anche nel testo della relazione finale approvata dalla Commissione, purtroppo però anche la ricostruzione della mancata audizione evidenzia macroscopiche imprecisioni.

A pagina 88 della relazione, infatti, si afferma quasi casualmente: «infine, una nota del Catanzaro, ad audizioni concluse, è arrivata anche alla nostra Commissione il 10 marzo 2020 ed è stata acquisita agli atti».

I fatti però non sono esattamente questi. La nota cui si fa riferimento è quella con cui si è conclusa la corrispondenza tra il sottoscritto ed il presidente della Commissione, nota in cui non ho potuto far altro che manifestare la mia delusione di fronte all’espresso diniego alla richiesta di essere sentito in pubblica udienza.

In realtà infatti, al contrario di quanto si potrebbe essere indotti a credere dalla lettura della relazione, non ho inoltrato la mia richiesta «ad audizioni concluse», ma molto tempo prima, il 12 febbraio, quando ancora la Commissione doveva procedere alle audizioni di altri soggetti ed infatti la stessa Commissione il 18 febbraio 2020 mi aveva chiesto di trasmettere una nota recante le informazioni utili, che ho trasmesso il 24 febbraio 2020 e che, come si può leggere, concernono temi contenuti nella Relazione. L’ultima audizione, come abbiamo visto, si è svolta il 5 marzo 2020.

Ho detto fin dall’inizio che in questa ricostruzione della Verità, lascerò parlare i fatti, impegnandomi ad astenermi da tutti quei commenti naturali e dovuti da parte mia; mantenere questo approccio sarà più facile a dirsi che farsi, viste le diverse imprecisioni riferite alla Commissione per quanto riguarda la mia persona e la Società di famiglia.Comunque lo manterrò.

E allora per meglio comprendere la vicenda ed ottenere un quadro oggettivo della successione degli eventi, è sufficiente scorrere l’intera corrispondenza tra il sottoscritto e il Presidente della Commissione a partire dalla prima nota del 12 febbraio fino ad arrivare a quella – l’ultima e l’unica di cui vi è traccia nella relazione – del 10 marzo.

In ogni caso al di là delle questioni formali su tempi e modi, su richieste e dinieghi, va fatta a monte una considerazione: perché una Commissione d’inchiesta istituita e voluta, con 45 voti su 45 dall’Assemblea Siciliana, per vigilare sui fenomeni mafiosi e corruzione e che si appresta a rappresentare con una approfondita istruttoria il ciclo dei rifiuti in Sicilia, non ha ritenuto prioritario convocare e ascoltare una delle “ritenute” principali aziende operanti nel settore sul territorio siciliano e non solo? Un’azienda che non avrà poi un ruolo marginale negli esiti conclusivi della Relazione che infatti le riserverà un capitolo dedicato e ben 86 citazioni complessive. L’obiettivo specifico della Commissione avrebbe dovuto rendere obbligatoria la mia presenza, insieme a quella di altri players del settore.

 

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