Le doppie tesi attribuite dalla stampa all’ex Assessore Nicolò Marino

A carte scoperte – Continuiamo a ricostruire la verità.

Le doppie tesi attribuite dalla stampa all’ex Assessore Nicolò Marino: le preoccupanti rappresentazioni distorte della realtà anche in ordine agli incontri con i “vertici di Confindustria Sicilia”.

Mi ero ripromesso di proseguire la mia ricostruzione, documentata nei fatti e negli atti, della verità, rispetto a quanto riferito da soggetti controinteressati alla Commissione Antimafia dell’ARS nell’ambito della sua Relazione Finale del 16 aprile scorso.

Oggi sono costretto ad una deviazione dalla mia tabella di marcia in relazione a quanto ieri, 9 luglio 2020, ho letto sulla stampa, che attribuisce all’ex Assessore Nicolò Marino alcune dichiarazioni che richiedono puntualizzazioni  documentate e sempre basate sulla verità.

Puntualizzazioni, a mio avviso, necessarie per evitare che diventino una distorta rappresentazione dei fatti che, proverò, sono diversi da quanto ho letto ieri.

Ho letto infatti, nel tempo, di un incontro avvenuto “un lunedì intorno a ottobre 2013” all’Excelsior di Catania tra l’assessore dell’epoca Nicolò Marino e, tra gli altri, “i vertici di Confindustria Sicilia(Ivan Lo Bello e Antonello Montante). In alcuni casi ho letto anche che questo incontro sarebbe avvenuto per esercitare pressioni nel mio interesse ovvero per  la discarica di Siculiana.

Questa ricostruzione dei fatti, ai miei occhi preoccupante, non è assolutamente aderente alla realtà che, invece, prova ben altro .

Cominciamo a collocare la data dell’incontro che è avvenuto “un lunedì intorno a ottobre 2013” come lo stesso ex Assessore ha indicato. Ad ottobre 2013 ci sono 4 lunedi e cioè il 7, il 14, il 21 e il 28 . L’incontro si è dunque tenuto in uno di questi lunedì.

A provare la fantasiosità della sua tesi, per nulla aderente alla realtà, è proprio lo stesso ex Assessore Nicolò Marino che sembrerebbe avere preferito  non riferire di altri incontri con i vertici di Confindustria Sicilia.

In un articolo del 31 ottobre 2013 Livesicilia  riporta “La Regione darà vita a un tavolo di confronto con Confindustria Sicilia sulla gestione delle risorse idriche. È questo l’impegno preso dall’assessore all’Energia, Nicolò Marino ….nella sede degli industriali, in via Volta, a Palermo. A strettissimo giro – ha detto Marino – incontrerò i vertici di Confindustria Sicilia per confrontarci sul tema della gestione delle risorse idriche. Un confronto necessario in vista dell’approvazione della nuova legge regionale che si muove verso una gestione pubblica dell’acqua, ma che intende garantire tutte quelle attività private che hanno dimostrato di saper fare meglio del pubblico”.

Questi i fatti, documentati, che provano una realtà diversa da quella offerta ieri dalla stampa.

Mi chiedo: ma l’ex Assessore, che il 31 ottobre 2013 dichiarava, nella sede di Confindustria Sicilia,“A strettissimo giro incontrerò i vertici di Confindustria Sicilia ….per garantire tutte quelle attività private…” è lo stesso al quale ieri la stampa ha attribuito quelle preoccupanti dichiarazioni?

Come è possibile che un Assessore di un Governo della Regione in carica – tra l’altro magistrato – “un lunedì intorno a ottobre 2013” (ovvero in una delle seguenti date 7,14,21 o 28) riceva gravissime pressioni dai vertici di Confindustria Sicilia e pochi giorni dopo, ovvero il 31 ottobre 2013, si rechi nella loro sede di rappresentanza e dichiari che a stretto giro incontrerà quegli stessi“vertici di Confindustria Sicilia” che lo avevano gravemente “pressato” qualche lunedì prima?

I fatti sono chiari e non meritano alcun commento. E’ semplicemente preoccupante la distorta rappresentazione della realtà.

Passiamo ora al merito delle asserite pressioni.

L’ex Assessore Nicolò Marino, secondo quanto riportato dall’ANSA , avrebbe affermato innanzi all’autorità giudiziaria: Catanzaro ci aveva chiesto il rilascio di un’autorizzazione per l’ampliamento della discarica ma per rilasciarla era necessario, così come previsto per legge, che venisse realizzato un impianto per il trattamento dei rifiuti“.

Dunque,  Marino – a mia insaputa – avrebbe, quale Assessore, ricevuto (“Catanzaro ci aveva chiesto”) l’istanza per il rilascio di un’autorizzazione per l’ampliamento della discarica di Siculiana gestita dalla mia Società di famiglia?

Non mi risulta che in quel periodo avessimo presentato “un’autorizzazione per l’ampliamento della discarica”.

Risulta, invece, che “Catanzaro”, mentre Marino era assessore, il 19 dicembre 2013, abbia depositato istanza per la realizzazione di un impianto di biostabilizzazione che sarà autorizzato soltanto, si fa per dire, due anni dopo ovvero il 13-10-2015 con DDG 1651: ben due anni nonostante“amici” di  Crocetta.

L’autorizzazione citata gravata da silenzi, omissioni ed altre anomalie, costringe i Catanzaro, per l’ennesima volta, a ricorrere al TAR che, con sentenza del 13-05-2019, ha accolto il ricorso annullando il DDG 1651-2015, disponendo l’invio della sentenza alla Corte dei Conti ed alla Procura di Palermo per le eventuali rispettive valutazioni di competenza.

Questi i fatti documentati.

A proposito di biostabilizzazione e dei relativi controlli, effettuati dalla cosiddetta Commissione Marino, per completezza riporto quanto lo stesso ex Assessore ha riferito in sede Istituzionale: tutto quello che fu fatto dalla Commissione fu trasferito sempre alla Procura di Palermo, devo dire senza grandi risultati, ma questo può dipendere chiaramente dalle corrette valutazioni che sono state fatte presso quell’ufficio giudiziario.”

L’ex Assessore, che poche settimane fa riferiva in sede istituzionale delle “corrette” valutazioni della Procura di Palermo è lo stesso al quale la stampa attribuisce che “Catanzaro ci aveva chiesto il rilascio di un’autorizzazione per l’ampliamento della discarica ma per rilasciarla era necessario, cosi’ come previsto per legge, che venisse realizzato un impianto per il trattamento dei rifiutie che ricevette gravi pressioni dai vertici di Confindustria Sicilia?

Questi fatti così documentati, e non le sole parole, dimostrano come la tesi attribuita all’ex Assessore Marino e cioè le pressioni subite “dai vertici di Confindustria Sicilia” per favorire la discarica di Siculiana sia oggettivamente priva di fondamento.

Se questi sono i fatti, e lo sono, allora perché insistere nel riferire tesi che sono radicalmente e oggettivamente contrarie agli atti?

 

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